{"id":2308,"date":"2024-05-19T16:03:19","date_gmt":"2024-05-19T14:03:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazionefsnitti.org\/?p=2308"},"modified":"2024-06-19T16:05:47","modified_gmt":"2024-06-19T14:05:47","slug":"lo-zibaldone-di-stefano-rolando-presentato-a-melfi-in-forma-inconsueta","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazionefsnitti.org\/?p=2308","title":{"rendered":"LO \u201cZIBALDONE\u201d DI STEFANO ROLANDO PRESENTATO A MELFI IN FORMA INCONSUETA"},"content":{"rendered":"<p>Il \u201c<i>solito rito<\/i>\u201d \u00e8 quello<i>\u00a0palco e platea\u00a0<\/i>del Centro culturale Nitti in cui a Melfi l\u2019Associazione melfitana \u201c<i>Francesco Saverio Nitti<\/i>\u00a0\u201cha sempre presentato all\u2019imbrunire o in serata libri (saggi, storie, dizionari, poesie, ristampe, novit\u00e0, eccetera) secondo tradizione.<\/p>\n<p>Questa volta, per un libro \u201c<i>diverso<\/i>\u201d scritto da\u00a0<b>Stefano Rolando<\/b>, presidente della Fondazione Nitti (di cui l\u2019Associazione \u00e8 stata &#8211; insieme alle istituzioni del territorio e all\u2019 Universit\u00e0 della Basilicata &#8211; socio fondatore), l\u2019idea \u00e8 stata, appunto,\u00a0<i>diversa<\/i>.<\/p>\n<p>Spazio-caff\u00e8 (lo\u00a0<i>Sfizio<\/i>\u00a0di viale D\u2019 Annunzio), mattinata di sabato, con aperitivo finale. Tutti ai tavolini.<\/p>\n<p>Con la regia di\u00a0<b>Gianluca Tartaglia\u00a0<\/b>i presentatori hanno rappresentato in un certo senso gli \u201cimputati\u201d. Come ha detto\u00a0<b>Mario Restaino<\/b>\u00a0(capo dell\u2019ANSA a Potenza e presidente dell\u2019Ordine dei giornalisti della Basilicata) \u201c<i>questo libro coglie la fase storica in cui la politica e il giornalismo si esprimono fuori dalla realt\u00e0\u201d<\/i>. E dunque un giornalista, molto rappresentativo, e anche un politico, pur nella sua veste di amministratore, l\u2019assessore al bilancio (e in senso informale anche alla Cultura) del Comune di Melfi,\u00a0<b>Alessandro Panico.<\/b><\/p>\n<p>Il libro di cui parliamo \u00e8 \u201c<b><i>La divulgazione civile<\/i>\u201d<\/b>\u00a0(Guerini editore, 314 pagine), in un certo senso \u201c<i>almanacco o zibaldone<\/i>\u201d di una settantina di commenti ai fatti pi\u00f9 rilevanti degli ultimi due anni, all\u2019origine pubblicati in forma di audio dal magazine online Il Mondo Nuovo (dunque una forma radiofonica), poi trasferiti come testo scritto in varie forme di giornalismo online, fino a costruire veri e proprio percorsi di pubblico segmentato.<\/p>\n<p>E ora in libro, articolato in cinque tematiche: identit\u00e0 e radici; politica interna; politica internazionale; media e spettacolo; societ\u00e0.<\/p>\n<p><b>Ecco la sintesi dei contributi dei due presentatori:<\/b><\/p>\n<p><i>\u201cLa divulgazione civile \u2013<\/i>afferma\u00a0<b>Alessandro Panico<\/b>&#8211;<i>\u00a0\u00e8 una raccolta degli ultimi due anni del podcast che Stefano Rolando tiene settimanalmente sul sito della rivista online Il Nuovo Mondo. La rubrica si chiama \u201cil biglietto da visita\u201d, a denotare la centralit\u00e0 del punto di vista soggettivo con cui sono trattati gli argomenti. Un chiarimento non di secondo piano, per un professionista e docente di comunicazione pubblica come Rolando. Altrettanto importante \u00e8 l\u2019attenzione critica all\u2019uso del linguaggio, proprio o altrui, che si sviluppa attorno al tema della rappresentazione, ossia all\u2019uso della parola per descrivere la realt\u00e0, con particolare attenzione al vocabolario della politica. La curiosit\u00e0 dell\u2019autore verso i nuovi modelli comunicativi del giornalismo digitale gli consente di interpretare il format, di circa 25 minuti per ogni podcast, secondo un\u2019architettura espositiva chiara ed efficace, che, partendo sempre da un tema di attualit\u00e0 con taglio giornalistico, ha spazio sia per l\u2019inquadramento del contesto che per la evidenziazione critica dei problemi e per una riflessione conclusiva, sempre aperta e mai assertiva. Il libro, anche per la scelta editoriale di raccogliere gli interventi in ordine sistematico, per grandi temi (la politica, la societ\u00e0, lo sguardo internazionale e cos\u00ec via), contiene un supplemento di valore civile e programmatico che va oltre la mera trasposizione a stampa delle comunicazioni orali via web. Un valore che si pu\u00f2 sintetizzare nella missione di pedagogia civile, racchiusa nel titolo ma sempre presente nella pubblicistica di Stefano Rolando, che egli chiama public engagement e che potremmo tradurre, con qualche imperfezione traspositiva, come coinvolgimento sociale verso pubblici forse non numerosissimi, ma raggiungibili grazie a una pluralit\u00e0 di media che riprendono la medesima riflessione, dal podcast alla rivista tradizionale, fino a questa ricapitolazione in forma di saggio. Un esperimento riuscito\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>\u201c<\/i><i>Il libro del professor Rolando \u00e8 come la raccolta di tanti editoriali pubblicati ogni giorno su un giornale. Ogni giorno una riflessione su un tema \u2013\u00a0<\/i>sostiene\u00a0<b>Mario Restaino<\/b><i>-. Ma un tema scelto con attenzione, per rispettare &#8211; ne abbiamo tanto bisogno, proprio prima di tutto nel giornalismo &#8211; il &#8220;comandamento&#8221; principale della buona informazione: scegliere. Ci sono pagine estremamente chiare sui tre temi che il libro affronta: sulla politica, con una forte precisione sui caratteri degli schieramenti oggi in campo in Italia; sulla societ\u00e0, con i suoi &#8220;mali&#8221; e le cure per affrontarli; sulla comunicazione, settore che soffre di difetti che ne stanno condizionando il futuro e dai quali sar\u00e0 difficile guarire senza fare scelte coraggiose e mettere in campo idee nuove\u201d.<\/i><\/p>\n<p><b>Ed ecco la sintesi del commento finale dell\u2019autore:<\/b><\/p>\n<p>\u201c<i>Sono grato agli amici presentatori e grato al pubblico cos\u00ec inaspettatamente presente. Lo spirito della\u00a0divulgazione civile\u00a0\u00e8 parte di un orientamento alla spiegazione, all\u2019accompagnamento interpretativo, a cui mi sono dedicato in tutti gli anni del mio percorso universitario, venuto dopo molti anni di responsabilit\u00e0 in istituzioni e in aziende\u00a0<\/i>\u2013 conclude\u00a0<b>Stefano Rolando<\/b>&#8211;<i>. Penso che ci sia una domanda alta di \u201cspiegazione\u201d soprattutto in epoca di crisi e di incerte transizioni. Non a caso questo esercizio \u00e8 assunto da figure molto pi\u00f9 note e competenti di me, storici, scienziati, economisti, sociologi. L\u2019Accademia non \u00e8 tutto. Conta la societ\u00e0 che in parte partecipa ma in parte \u00e8 anche vittima di analfabetismo di ritorno o di emarginazione dal dibattito pubblico. Basta vedere la quota di astensione a cui siamo arrivati. Bisogna reagire a questo vulnus democratico. E il ruolo di fondazioni, associazioni e nuovo giornalismo digitale si va orientando anche verso questo compito sociale e civile<\/i>\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" alt=\"foto-1-bis\" src=\"http:\/\/www.associazionefsnitti.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Foto-1-bis.jpg\" width=\"512\" height=\"384\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il \u201csolito rito\u201d \u00e8 quello\u00a0palco e platea\u00a0del Centro culturale Nitti in cui a Melfi l\u2019Associazione melfitana \u201cFrancesco Saverio Nitti\u00a0\u201cha sempre presentato all\u2019imbrunire o in serata libri (saggi, storie, dizionari, poesie, ristampe, novit\u00e0, eccetera) secondo tradizione. 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